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Al letto di degenza

Al letto di degenza

Quando vi approcciate ad un vostro caro ricoverato in Terapia Intensiva, potreste essere colpiti dal gran numero di macchine e strumentazione che circonda il suo letto. Tutto ciò che vedrete è necessario per le cure o per garantire la sicurezza.

Capita, per esempio, che la persona ricoverata si trovi in uno stato di disorientamento o di agitazione pericolosa per sé o per gli operatori: potrebbe ad esempio auto-rimuoversi dei tubi o dei cateteri necessari per la sua vita!

Questo può avvenire a causa di malattie del sistema nervoso (per esempio: il delirium) che determinano scarsa collaborazione o mancanza di controllo del proprio corpo: non è un giudizio sulla persona, bensì l'osservazione di uno specifico quadro clinico.

In questi casi, su indicazione del medico, la persona ricoverata può essere "contenuta" usando i mezzi più idonei.

Quando necessario, possono essere utilizzati due tipi di contenzione:

  • contenzione fisica: vengono utilizzate delle fasce che si fissano al letto e che limitano la mobilità delle braccia o delle gambe; sono costituite di materiali morbidi in modo di non determinare lesioni;
  • contenzione farmacologica: vengono somministrati dei farmaci sedativi (ansiolitici e tranquillanti) allo scopo di evitare che i comportamenti pericolosi abbiano conseguenze gravi.

La scelta fra questi due metodi è guidata dal criterio del minor danno possibile; entrambe queste metodiche, infatti, hanno degli effetti collaterali che è opportuno prevenire.

ultima revisione: 3 agosto 2020 - GF

 

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