La relazione con il paziente

Durante il ricovero in Terapia Intensiva, può essere difficile comunicare con le persone ricoverate. Il vostro caro è spesso attaccato ad un macchinario che gli permette di respirare, ha un tubo nella bocca, oppure ancora un sondino che passa per il naso. In queste situazioni è difficile comunicare attraverso il linguaggio e la parola. A volte si può utilizzare la scrittura, ma, soprattutto durante i primi giorni di degenza, è difficile per il paziente riuscire a coordinare la muscolatura della mano e quindi scrivere. Inoltre le persone ricoverate possono essere sedate, impossibilitate quindi sia a parlare che a scrivere.

ImmagineAnche per gli operatori può essere difficile capire il paziente: la comunicazione si instaura grazie all'esperienza ed anche grazie all'aiuto di specifica strumentazione.

I macchinari a cui il vostro caro è collegato non servono solo ad aiutarlo a stare in vita, ma anche a permettere agli operatori di comprendere che in un dato momento il paziente ha dei bisogni, come per esempio bisogno di bere, di mangiare o di diminuire il dolore.

Un altro elemento fondamentale per instaurare una buona relazione con il paziente è la presenza di figure di riferimento costanti. Sebbene il personale lavori in base a turni, ogni persona ricoverata ha uno stesso gruppo di infermieri che si occupa di lui o lei ed ha sempre qualcuno immediatamente disponibile al suo fianco. Tutto ciò permette una maggior conoscenza, non solo per quanto riguarda le necessità terapeutiche, ma anche per il rispetto delle abitudini del vostro caro.

 

Video: Un'anima per la Rianimazione

Per migliorare la comunicazione fra persone ricoverate e familiari, sempre più reparti di Terapia Intensiva hanno iniziato ad "aprire le porte": aumentando gli orari di visita e la disponibilità verso i familiari. La maggiore libertà di relazione che si viene ad instaurare ha molti vantaggi per le persone ricoverate, per i familiari e anche per gli operatori sanitari.

ultima revisione: 06 giugno 2018 - GF

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